Capitolo 4: Madama Butterfly

12/09/2020 0 Di aleto5991

Tra le arie della Prima del Teatro alla Scala di Milano, spiccano quelle dalle scenografie orientali della Madama Butterfly di Puccini. Un’opera in tre atti, scritta da Giuseppe Giacosa e Luigi Illica1. Nello stesso libretto, il sottotitolo «tragedia giapponese». Si tratta di un’opera lirica andata in scena per la prima volta sempre alla Scala il 17 febbraio 19042. Siamo a Nagasaki, il tenente della marina americana Pinkerton compra una casetta per sé e per la bella Butterfly. Cio-Cio-San (Chō-chō-san, lett. “Signorina farfalla”3), una ragazzina giapponese che sposa per poi abbandonare poco dopo. Avere mogli usa e getta è la norma nei porti aperti agli Stati Uniti nel Giappone di fine Ottocento e Butterfly non è che una di loro. Senza saperlo. Per lui accetta di essere ripudiata dalla famiglia, diventa cristiana, rinuncia perfino al suo nome per l’inglese Butterfly. Quando Pinkerton parte, si illude che tornerà da lei che aspetta un figlio. Passano gli anni e la speranza si affievolisce, ma è ancora lì. Fino a quando lui si ripresenta, ma non è solo. È con Kate, la nuova moglie americana. E vuole prendere il figlio di Butterfly per portarlo con sé in America. Il dolore ma soprattutto la vergogna sono tali, che Cio-Cio-San non può che uccidersi.  

Alla Prima, la trama è capovolta. Si parte con la performance del soprano Kristine Opolais di «Tu, tu piccolo Iddio», scena finale di Madama Butterfly, alla Scala quasi all’inizio dello spettacolo, fino ad un’emozionante «Un bel dì vedremo», cantato da Marina Rebeka. Dalla tragedia della morte di Cio-Cio-San alla speranza del futuro. Un messaggio di solidarietà a Milano dopo gli ultimi duri mesi di Covid-19. La narrazione acquista una carica emotiva ancora maggiore attraverso la scenografia. Durante la prima aria, lo sfondo è essenziale, quasi intimo. Si crea un teatro d’ombre: un cerchio di luce e i profili di una mamma e di suo figlio. La Opolais è sola in scena, ma la sua figura si sovrappone alla sagoma nera dietro. E anche se il bambino non c’è, è come se fosse lì. Le ombre diventano reali quasi quanto gli attori. Nell’opera, Butterfly nasconde suo figlio dietro ad un paravento, bendato. Lo fa giocare con una bambola e una bandiera a stelle e strisce, mentre lei alza il pugnale verso di sé. Il cerchio di luce è ora sferzato di rosso.  

Opposto è l’effetto della scenografia di «Un bel dì vedremo». Trapela un senso di rinascita. L’inchiostro accenna alcune montagne, un albero in fiore e un caldo sole rosso. Butterfly è affacciata fuori e immagina il ritorno di Pinkerton. Lo accoglie con orgoglio un po’ ferito. La sua nave si avvicina al porto di Nagasaki, ma lei non gli corre incontro. Sono tre anni che non ha sue notizie, lo aspetta nella casetta in cui vivevano insieme. Ha anche qualche dubbio, chissà chi sarà l’uomo che avrà davanti dopo tutto questo tempo. Prevale però la gioia di rivedersi, di riabbracciarsi. L’aspettativa di una felicità tanto voluta e finalmente ritrovata. Un albero rosso fuoco, simbolo della vita.

«Un bel dì, vedremo levarsi un fil di fumo sull’estremo confin del mare. E poi la nave appare. Poi la nave bianca entra nel porto, romba il suo saluto. Vedi? È venuto! Tutto questo avverrà, te lo prometto. Tienti la tua paura, io con sicura fede l’aspetto».

1 Sulla base di tre testi precedenti: il romanzo francese di Pierre Loti Madame Chrysanthème (1887), il racconto dell’americano John Luther Long Madam Butterfly (1898) e l’omonima tragedia del drammaturgo David Belasco (1900). In tutte le versioni, la storia è ambientata a Nagasaki, la protagonista è una giovane donna giapponese, sposata e poi abbandonata nella versione francese dallo stesso Pierre, in quelle successive da un americano.

2 Nel 1904 la Madama Butterfly non ha però successo. Nelle foto: a sinistra il soprano Rosina Storchio, nel debutto. A destra uno schizzo del 1984 del costume di Butterfly di Allen Charles Klein.

3 Dal giapponese 蝶々さん, chō 蝶 “farfalla” più il suffisso onorifico san.

Un ringraziamento ad Antonietta Laino per i consigli sul Giappone (: